Finanza e legalità, green finance, finanza cooperativa
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato relativo a “Join for changhe, il laborotario del dialogo tra finanza e società, che vedrà intervenire esperti di settore dall’11 al 13 maggio a Torino. Tra l'altro si parlerà delle prospettive della green finance come veicolo di sviluppo e strumento di investimento.
Se è vero che la finanza orienta lo sviluppo, chi orienta la finanza? Entro quali margini politica, istituzioni pubbliche, tessuto produttivo e società civile possono contribuire a definire scopi e priorità del sistema economico-finanziario, riportando al centro diritti e doveri della persona?
Promossa dal Gruppo Abele, dal consorzio finanziario per il microcredito Etimos e dalla neonata Etimos Foundation, la tre giorni scandaglierà il rapporto fra finanza e legalità attraverso una rilettura degli strumenti finanziari.
A Join for Change vuole essere un dibattito di respiro internazionale sui temi di più forte attualità che vedrà confrontarsi le diverse espressioni del sistema bancario e finanziario con associazioni e movimenti, istituzioni, politici, esperti del settore. Saranno passate in rassegna anche le principali realtà di finanza alternativa che, spesso lontane dalla luce dei riflettori, hanno dato prova della loro solidità specie in questi ultimi difficili anni. Fra i relatori, don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele di Torino e dell’Associazione Libera contro le Mafie, Jean-Louis Bancel, presidente di Crédit Coopératif e ICBA (International Co-operative Banking Association), Fabio Salviato, presidente di FEBEA (Federazione Banche Etiche e Alternative Europee), Pierluigi Stefanini, presidente di Unipol Gruppo Finanziario, Gian Carlo Caselli, procuratore capo della Repubblica di Torino, Monica Frassoni, presidente del partito Verde europe.
“Prima che economica, la crisi che stiamo vivendo è etica, politica, culturale - dichiara don Ciotti -. La finanza, come l’economia, deve rimettere al centro la persona e porsi come obiettivo prioritario la risposta ai suoi reali bisogni”.
“Mercato e valore sociale non possono che correre su binari paralleli" concorda Marco Santori, presidente di Etimos, il consorzio finanziario internazionale con sede a Padova che per primo in Italia ha investito nel microcredito a sostegno dei paesi in via di sviluppo. “Lo dimostra la crescita esponenziale di strumenti come il microcredito e il commercio equo, che hanno superato indenni lo scoglio della crisi. Non siamo più una nicchia “.
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